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ravano di fuggire. I tre amici vagabondarono per il castello, in attesa che
fosse tutto tranquillo; dopo pranzo i giganti si trattennero a tavola per un
tempo che a loro parve interminabile, assorti nella storia che narrava uno
di loro (quello calvo). Quando il racconto fu terminato, i tre si spostarono
in cucina ma c'erano ancora giganti in giro, ad esempio gli sguatteri che
lavavano e mettevano a posto il pentolame. Era terribile starsene lì, in atte-
sa che avessero finito le loro occupazioni: una lenta e inquietante agonia
che li faceva sentir male. Finalmente gli sguatteri si asciugarono le mani e
se ne andarono. Adesso era rimasta una sola gigantessa che si gingillava
senza fare nulla di importante, ma i nostri amici capirono che era la cuoca
e non aveva nessuna intenzione di lasciare la stanza.
Be', cuoricini disse la gigantessa finalmente ho finito con la cu-
cina. Mettiamo la pentola sul fuoco, così tra un poco prepariamo un bel tè,
d'accordo? E adesso fatemi schiacciare un pisolino. Per favore, date un'oc-
chiata nel retrocucina e ditemi se la porta di servizio è aperta. Avanti, da
bravi.
È aperta rispose Eustachio.
Bene. La lascio così in modo che il mio gatto possa entrare e uscire
quando vuole, povera bestia.
La gigantessa scivolò su una sedia e mise i piedi su uno sgabello.
Mmm, come vorrei farmi un sonnellino. C'è ancora tanto da fare per
domani sera... Se avessero spostato di qualche giorno quel benedetto ban-
chetto.
Alla parola "sonnellino" i ragazzi trassero un respiro di sollievo, ma il
loro entusiasmo fu smorzato quando la cuoca accennò all'imminente ritor-
no dei giganti dalla battuta di caccia.
Di solito a che ora tornano? chiese Jill.
Non si può dire con precisione rispose la gigantessa. Ma su,
piccolini, mettetevi tranquilli e fatemi riposare.
I tre amici raggiunsero l'estremità della cucina e se la cuoca non si fosse
svegliata di soprassalto per allontanare una mosca, sarebbero scivolati nel
retro e di qui, silenziosamente, verso la libertà.
Attenzione, ragazzi, fermi fino a che la cuoca non si addormenta
ordinò Eustachio a bassa voce. Altrimenti tutto è perduto.
Rimasero in fondo alla stanza, lo sguardo puntato sulla cuoca, in attesa
che chiudesse gli occhi.
Poveretti, non facevano che pensare al ritorno dei cacciatori. E se fosse-
ro arrivati all'improvviso, precludendo loro ogni possibilità di fuga? La
cuoca, per giunta, era inquieta e ogni volta che i tre pensavano si fosse ad-
dormentata, si smuoveva.
"Io non ce la faccio più" pensò Jill. "Quest'attesa è snervante." Per in-
gannare il tempo cominciò a guardarsi intorno: proprio di fronte a lei c'era
un grande tavolo pulito con due grandi vassoi da portata dove di solito ve-
nivano servite le torte salate e un libro aperto davanti. "Questi piattoni so-
no così grandi che potrei farmici un riposino" rifletté Jill, poi si arrampicò
sullo scaffale accanto al tavolo per dare un'occhiata al libro.
ANATRA SELVATICA: Questo gustoso volatile può essere cu-
cinato in vari modi.
"Un libro di cucina" pensò Jill abbastanza delusa. Si voltò e vide che la
cuoca aveva gli occhi chiusi, ma non sembrava che dormisse della grossa.
Per passare il tempo la ragazza tornò al libro di cucina, cominciò a leggere
la voce successiva e per poco non le prese un colpo. Il libro diceva così:
ANIMALE UOMO: Questo bipede, elegante nelle fattezze e nel
portamento, è considerato una vera prelibatezza. Viene servito du-
rante il banchetto della Festa d'Autunno, dopo le portate a base di
pesce e prima dell'arrosto. Ciascun uomo...
Jill non fu in grado di andare oltre, ma si voltò e vide che un violento
colpo di tosse aveva fatto tremare la cuoca. La ragazza richiamò l'attenzio-
ne degli amici e indicò il libro sul tavolo: Eustachio e Pozzanghera saliro-
no sulla mensola e si chinarono sulle pagine enormi. Eustachio stava anco-
ra leggendo come si cucina l'uomo, quando Pozzanghera indicò un'altra
voce. Diceva:
PALUDRONE: Alcuni esperti di cucina ritengono che questo a-
nimale non sia adatto al palato dei giganti, perché le sue carni
sanno di fango e sono piene di nervi. Tuttavia il sapore può essere
mitigato se...
Jill gli toccò un piede per consolarlo ed Eustachio, gentilmente, fece al-
trettanto. Poi tutti e tre si voltarono verso la gigantessa, che aveva la bocca
spalancata e faceva il benedetto rumore di naso che avevano tanto atteso:
fu come una musica, perché la cuoca russava. I tre amici avrebbero dovuto
camminare in punta di piedi, senza accelerare il passo e trattenendo il re-
spiro (cosa particolarmente utile perché i retrocucina dei giganti puzzano
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